Il Circolo Culturale Proletario di Genova

invita alla

presentazione del libro fotografico

“Lupi Estremidi Paolo Rossi

con proiezione di foto e video su

"Il lupo sui monti della Liguria”

 

Venerdì 6 Ottobre 2017 – ore 17.00

Biblioteca Berio - Sala dei Chierici

Via del Seminario 16 – GENOVA


 

 

 

 

Intervengono:

 

il fotografo

  Paolo Rossi  

Autore del libro

 

Silvano Ceccoli

Circolo Culturale Proletario di Genova

Segue dibattito


Il libro è un riassunto del paziente lavoro del giovane fotografo genovese Paolo Rossi che, dal 2010, fotografa il raro lupo che vive sui monti della nostra regione. Paolo Rossi vuole mostrarci il lupo da vicino, avvicinandosi a lui con rispetto, senza disturbarlo. Purtroppo il lupo è da sempre vittima di superstizioni e di cattiva informazione e ha spesso generato sentimenti opposti tra l’opinione pubblica. Il lupo è una specie a forte rischio estinzione, al pari di altre centinaia di specie animali che stanno scomparendo per sempre, a causa della cattiva gestione che fa l’uomo delle risorse naturali. Marx ed Engels, i fondatori del socialismo scientifico, avevano riconosciuto che, per comprendere le relazioni tra lavoro alienato e natura, occorreva occuparsi del capitale che tali relazioni determina e conforma. E’ proprio di Marx vedere in parallelo la storia dell’uomo e la storia della natura. Se la società capitalistica “svalorizza il mondo umano”, si legge in un passo dei Manoscritti, non è certo a favore della valorizzazione della natura, ma del mondo delle merci, del capitale. Anche se nella sua opera principale, Il Capitale, Marx non parla specificatamente della natura, e questa assenza è indubbiamente dovuta al fatto che, nel secolo in cui vissero i fondatori del socialismo scientifico, le alterazioni globali, che affliggono il nostro pianeta, provocate dall’inquinamento industriale, non avevano raggiunto i livelli odierni, ciò non significa che Marx ed Engels sottovalutassero il valore della natura, dato che non era a loro sfuggito che l’industrializzazione aveva comportato un prezzo pesante per la natura. Ma se nell’Ottocento certe sottovalutazioni sono comprensibili, oggi, per le gravi minacce che gravano sul futuro dell’umanità, ciò è inammissibile. Il costo sopportato dalla natura nel processo di appropriazione dello sfruttamento delle risorse naturali, del loro sfruttamento nella produzione e della loro trasformazione in merci, che vanno ad alimentare i cicli della valorizzazione del capitale, ci inducono a riflettere e a chiederci se non sia giunto il momento di dire basta a questo sistema che, in nome del profitto, distrugge ogni cosa e minaccia seriamente il futuro dell’umanità.

 

Circolo Culturale Proletario di Genova

Via alla Stazione di Rivarolo 10 R, Genova-Rivarolo

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